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Vince la Turchia con il film “Un puzzle enorme. L’iscrizione epicurea di Diogene di Enoanda. Il “Premio Antonino Di Vita” viene assegnato a Francesca Spatafora.

Si è conclusa, nella serata di domenica 22 ottobre, la settima edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre trenta ospiti tra registi, produttori, esperti della divulgazione dell’Antico e un pubblico numeroso e attento che ha assistito alle proiezioni e agli Incontri di Archeologia nel corso delle quattro giornate, all’interno della chiesa sconsacrata di San Benedetto e Santa Chiara.

Un risultato soddisfacente per Archeovisiva e la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”, associazioni culturali che organizzano l’evento con il sostegno della Sicilia Film Commission, il MIBACT Direzione Generale Cinema. “Per quattro giorni Licodia Eubea si è sentita al centro del mondo”, afferma il Presidente dell’Archeoclub Giacomo Caruso, “grazie agli ospiti e spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e a quelli stranieri, che hanno regalato a questo piccolo borgo una ventata di internazionalità”.

La mattinata di domenica si è aperta con le visite guidate nel territorio per i numerosi visitatori ed escursionisti che, complice il bel tempo, hanno trascorso l’intera giornata a Licodia Eubea. Ma certamente il momento più atteso della giornata è stato quello della cerimonia di premiazione. La Rassegna, come ogni anno, conferisce ben due premi. Il “Premio Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico in sala e il “Premio Antonino Di Vita”, che una commissione scientifica assegna a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.

Con un voto medio di 8.66 si è aggiudicato il premio del pubblico il documentario del regista turco Nazim Guveloglu che, presente alla manifestazione, ha affermato come i festival e le rassegne possano avere un ruolo fondamentale nella diffusione di generi cinematografici difficili come i documentari archeologici.

Il “Premio Antonino Di Vita”, invece, è andato a Francesca Spatafora, dirigente del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici. A consegnare il premio è stata Maria Antonietta Rizzo, moglie dell’archeologo chiaramontano cui è intitolato il riconoscimento, una statuetta realizzata dall’artista Santo Paolo Guccione.

Queste le motivazioni del premio, lette dai direttori artistici dell’evento, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele:

Per la straordinaria capacità di gestire il patrimonio culturale di un territorio vasto e complesso come quello palermitano;

Per l’impegno profuso nella ricerca archeologica, ma anche nella puntuale comunicazione dei suoi risultati, indirizzata sia alla ristretta cerchia di specialisti ma che ad pubblico sempre più eterogeneo e attento;

Per l’uso sapiente dei mezzi di comunicazione che la nostra epoca offre, che ha reso tangibile quel processo di democratizzazione della cultura attraverso i vari linguaggi del contemporaneo;

Per aver saputo rivitalizzare il Museo Archeologico Antonio Salinas, rinsaldandone il legame col territorio, dando vita a un vivace dialogo tra quelle storie antiche, scritte nella pietra, e quelle del nostro tempo, di cui noi stessi siamo artefici e protagonisti. 

La direzione artistica del festival sta già cominciando a lavorare alla ottava edizione della Rassegna e ne ha annunciato le date, dal 18 al 21 ottobre 2018. Bisognerà attendere un anno per riaccendere il grande schermo a Licodia Eubea, per viaggiare da un continente all’altro con il grande cinema del documentario.

Complimenti ai direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele dal Catania Film Fest – Gold Elephant World Awards.

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